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Lei è
Laura

ascensore

Lei è Laura. Vive a Sesto San Giovanni, alle porte di Milano. È sposata con Danilo da 31 anni e ha un figlio. È il 9 marzo del 2020. Il marito torna dal lavoro con qualche linea di febbre, Laura pensa all’influenza, ma per sicurezza chiama il medico. Tachipirina e antibiotico. Passano i giorni. Danilo peggiora, Laura vive attaccata al telefono, finché dopo una settimana e mezza di vita sospesa, finalmente arriva l’ambulanza. Il marito ci sale da solo, Laura lo guarda andar via con il cuore in gola. Ogni sera il medico la chiama e la aggiorna sulle condizioni del marito. Ha preso il covid, deve stare intubato. È il 4 aprile. Squilla il telefono. Laura si precipita. Dall’altra parte della cornetta sente piangere. Mi dispiace signora, non sono riuscito a salvarlo. Laura non crede alle sue orecchie. Vorrebbe urlare, non ci riesce. Si siede, non sente, non vede più nulla. Familiari e amici organizzano il funerale, Laura è sotto shock. Il suo Danilo aveva solo 58 anni, è uscito di casa sulle sue gambe, ci torna dentro un’urna. Il dolore le penetra nel corpo, la spezza. Laura non mangia, non dorme, naviga su internet. Trova donne, madri, mogli di tutta Italia rimaste sole come lei. Formano un gruppo su messenger. Lo chiamano Unite dal dolore. Partono in punta di piedi, qualche commento, poi si chiamano e si guardano negli occhi. Laura rivede se stessa in ognuna di loro. Rompe gli argini e butta fuori tutto. Disperazione, paura, rabbia. Tutto il giorno, tutti i giorni. Solo loro possono capirla, solo loro conoscono quel dolore. Passano i mesi. Laura continua a sentire quelle donne che ora sono amiche, sorelle. Più parla con loro, più si accorge che pronunciare il nome del marito non le provoca lo stesso sconforto. Riesce a ricordare i bei momenti, perfino a riderci su. Guarda indietro. Lei e le altre sono cadute, hanno pianto, hanno lottato, si sono rialzate e curate. Oggi il gruppo ha cambiato nome. Si chiama Unite dall’amore. L’amore per i mariti, l’amore per la vita. Laura non pensava di poterlo più provare, ora invece riesce a vedere un futuro.

LA STORIA CONTINUA

Il 31 dicembre tre donne del gruppo di Laura, hanno fatto volare nel cielo decine di palloncini bianchi con scritto il nome di tutti i loro mariti, come segno di amore e di speranza.