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Lei è
Gabriella

smile

Lei è Gabriella. Abita vicino a Sorrento, in Campania. È il 2009. Ha 30 anni. Si sposa e dopo poco resta incinta. Gabriella scoppia di gioia, finalmente avrà la famiglia che tanto sognava. Passano tre mesi. Si alza dal divano, c’è un mare di sangue. Il marito la porta di corsa in ospedale, il loro bambino non c’è più. È una mazzata. Ma dicono che può succedere, la prossima volta andrà bene. Tempo sei mesi e il test è positivo. Gabriella affronta la gravidanza in punta di piedi, il suo piccolo arriva a dodici settimane senza problemi. Fa una visita di controllo, si stende sul lettino, è raggiante. Come va dottore? Il medico non riesce a guardarla negli occhi. Signora, non c’è battito. Gabriella si sente morire. Lo shock è così forte che non riesce a parlare. Marito e moglie si stringono l’uno all’altra, piangono. Passano due anni. Gabriella si concede un viaggio a New York con il marito, ritrova la pace e la fiducia. Tornata a casa scopre di essere incinta. Si mette a riposo, ma al terzo mese è di nuovo in un lago di sangue. Basta, non può sopportare altro dolore. Non diventerà mai mamma, punto. È il settembre del 2014. Gabriella fissa il test, non crede ai suoi occhi. È la sua quarta gravidanza. Scoppia in lacrime. Gabriella non si concede un attimo di felicità, non vuole affezionarsi a quel pancione che cresce. Resta a letto, guarda il soffitto, aspetta. Quando vede le tanto temute macchie di sangue non prova nulla, solo rassegnazione. Il ginecologo invece sorride. Signora il bambino sta bene. Sono settimane di pianti, gioia, e una ritrovata speranza. È aprile, mancano due mesi al parto. Qualcosa non va, Gabriella corre in ospedale, finisce dritta in sala operatoria per un cesareo d’urgenza. Si addormenta tra le lacrime, al risveglio scopre che il bambino è nato, ma le speranze che sopravviva sono poche. Ogni giorno Gabriella lo guarda attraverso un vetro, con il terrore che possa essere l’ultimo. Poi d’improvviso le dicono che il figlio è fuori pericolo. Dopo due mesi, Gabriella finalmente lo prende in braccio, lo bacia, annusa il suo profumo, e lo porta a casa. Ora Luigi è un piccolo ometto di 5 anni dai capelli biondi e gli occhi azzurri, e lei è la donna più fortunata del mondo.

LA STORIA CONTINUA

Quando finalmente Gabriella ha portato suo figlio a casa, ha trascorso le prime notti a guardarlo, per controllare che stesse bene. Ora il suo Gigi sprizza energia da tutti i pori.