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Lei è
Sara

Lei è Sara. Vive in un piccolo paese in provincia di Firenze. Ha 17 anni, frequenta il liceo linguistico. È mattina, suona la sveglia. Sara si tira su a fatica, raggiunge il bagno, si sciacqua la faccia, poi torna in camera, apre l’armadio. L’eterno dilemma. Come mi vesto oggi? Felpe e maglioni non le mancano, ma niente sembra andare bene. La mamma bussa alla porta. Dai che è tardi! Sara sbuffa. Vada per la giacca rosa, maglietta a righe e jeans. Mamma, mi fai il risvolto ai pantaloni? La donna alza gli occhi al cielo. Al suo servizio signorina. Sara si raccomanda che siano alla stessa altezza. Altrimenti non esco di casa. Fatto, la mamma la porta a scuola. Le amiche la stanno aspettando in cortile, fanno due chiacchiere prima della lezione. Russo, inglese, spagnolo, sono cinque ore, ma sembrano infinite. L’insegnante parla, Sara guarda fuori dalla finestra, canticchia Emma Marrone. La vibrazione del telefono la riporta alla realtà. Che pizza, ancora quel ragazzo! Lo ignora. Suona la campanella, la tortura è finita. Sara chiude i libri, le amiche glieli mettono nello zaino, la aiutano, si avviano verso l’uscita, mentre lei racconta di quel tipo che le scrive. La madre la aspetta fuori dal cancello con la portiera aperta. Sara torna a casa, mangia con il fratellino. Gaia, la sua migliore amica, le manda un messaggio. Pronta per stasera? Risponde con un pollice all’insù e si butta sui compiti. Poco prima dell’ora di cena entra in bagno, è il momento del trucco. La madre la guarda sulla porta. Non sia mai che esci in disordine, vero? Sara ride. No, anzi dammi una mano con i capelli. La donna incrocia le braccia. Ancora? Posso fare altro per lei signorina? Sara sorride. Certo, l’atrofia muscolare spinale si porta dietro tutta una serie di vantaggi, e io intendo sfruttarli. La mamma se la mangia con gli occhi. Le piastra i capelli con tutto l’amore e la fierezza del mondo. Sara si guarda allo specchio. Però, che figa che sono! Prende la borsa ed esce. Raggiunge Gaia, bevono qualcosa e poi vanno in discoteca. Si balla! Sara si mette al centro della pista, tutti gli occhi sono puntati su di lei. Alza le mani, e danza sulla sua carrozzina.

LA STORIA CONTINUA

Sara vuole diventare un’educatrice penitenziaria, vivere una normale e soprattutto essere autonoma.