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Lei è
Anna

Riccardo primo piano

Lei è Anna. Vive ad Afragola, area metropolitana di Napoli. È il gennaio del 2008. Nasce Riccardo. Occhi blu, capelli biondi. Un principino. Ha 6 mesi. Non mangia. Ha la febbre. Degli strani lividi sul corpo. Anna lo porta dal pediatra. Gli fanno degli esami. Riccardo viene ricoverato d’urgenza. Ha una leucemia linfoblastica acuta. Tumore del sangue. Non c’è tempo per piangere. Deve iniziare la chemio. Anna lo guarda. È una tortura. Il suo bimbo, così piccolo, passa le giornate chiuso in ospedale. Si sente impotente. Corre a casa. Prende i giochi, il girello, il seggiolone. Trasforma quel luogo asettico nella stanza di suo figlio. Riccardo sorride, mette dei dentini, muove i suoi primi passi. È il gennaio del 2009. Riccardo sta meglio. È il suo compleanno. Ha un anno. Può tornare a casa. Passa qualche giorno. Sono in ospedale per un controllo. Il tumore è tornato. L’unica soluzione è un trapianto di midollo. Riccardo è un combattente. Affronta tutto. Anna è al suo fianco. Sono chiusi in una stanza con le finestre blindate. Non possono uscire. Solo aspettare. Passano 65 giorni. Riccardo si rimette in forze. Vince la sua battaglia. Torna a casa. È un miracolo. Anna lo stringe al petto, non lo molla più. Gli insegna una parola. Bua. Quando senti male, devi dire bua. Passa una settimana. Mamma, bua. Anna ha un tonfo al cuore. Le crolla il mondo. Corre in ospedale. Il tumore è di nuovo lì. E stavolta non c’è più niente da fare. Gli resta solo un mese. Anna prende il suo bimbo, lo porta al parco, sulle giostre, al mercato. Gli fa toccare la frutta, le verdure. Riccardo questo è un cane, questo è un gatto. I suoi ultimi giorni devono essere belli, quelli di un bambino normale. È il 17 novembre del 2009. Anna prende in braccio il suo bimbo. Lo culla. Gli canta una canzoncina, la loro canzoncina, quella che parla di un angelo. Angioletto del buon Dio che ci fai qui con me? Sono l’angelo del Signore. Sono qui sul tuo cuore. Riccardo chiude gli occhi. Si addormenta per sempre. Anna Magri gli mette il pigiamone di Topolino e gli fa una promessa. Non smetterà mai di lottare per le vittime della terra dei fuochi.