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Elisa e sua figlia

Lei è Elisa. Vive a Frosinone. È incinta. La gravidanza procede serena, Elisa si accarezza la pancia, parla alla sua bambina, la chiama pimpinella. È il 27 giugno del 2019. Nasce Emma. Elisa vuole toccarla, stringerla al petto, sentire il suo profumo. Non riesce nemmeno a vederla. La bambina non respira. La portano via. Elisa è sotto shock. Chiama il marito. Urla. Vai con lei, corri, non pensare a me! L’idea che la piccola si ritrovi tutta sola in rianimazione la distrugge. Elisa prega, aspetta. Non succede nulla. Passano tre giorni, la sua bambina è viva, può vederla. Elisa entra in terapia intensiva. Eccola la sua pimpinella. È intubata. Elisa si sente svenire, vorrebbe prenderla, tenerla tra le sue braccia, farla sentire al sicuro. Allunga la mano. La vede stamparsi contro il vetro. Si sente impotente. Piange. Passano i giorni, Emma si riprende, la dimettono. Elisa è felice, vuole solo tornare a casa, e dimenticare. Prende la figlia, la attacca al seno, sembra tutto a posto, ma il suo istinto di mamma le dice che qualcosa non va. Gira per ospedali, i medici sono concordi, la bambina sta benissimo. È il gennaio del 2020. Elisa porta la figlia a un controllo di routine. Signora, la bambina ha una malattia genetica. Elisa è incredula, arrabbiata. La sua pimpinella le sorride, sembra dirle tranquilla mammina insieme possiamo farcela. Elisa si fa coraggio. Passano pochi giorni, Emma ha una crisi respiratoria. Corrono in ospedale, la intubano. La bambina collassa. Il medico tenta di rianimarla. Elisa assiste impotente, il suo cuore si ferma, smette di battere, come quello della figlia. Urla. Sta morendo, sta morendo! Emma! Emma, amore mio! Stai con me, non te ne andare, resisti! La bambina risponde, il suo cuore riprende a battere. È viva. Elisa non tanto. Passano alcuni mesi. È il 27 giugno. Elisa è seduta in giardino con la sua piccola guerriera che festeggia il suo primo anno di vita. La sua pimpinella non sarà mai una bambina come le altre, ma ce l’ha messa tutta per stare al mondo. E la sua mamma lotterà con lei.