·

Storie degli Altri è stata selezionata con menzione speciale da

·

Storie degli Altri è stata selezionata con menzione speciale da

·

Storie degli Altri è stata selezionata con menzione speciale da

·

Storie degli Altri è stata selezionata con menzione speciale da

·

Storie degli Altri è stata selezionata con menzione speciale da

·

Storie degli Altri è stata selezionata con menzione speciale da

Lui è
Enrico

Enrico selfie

Lui è Enrico. Vive a Cecina, in Toscana. È un bambino tranquillo, ma determinato. Ha 9 anni. Il padre gli fa un regalo. Una racchetta da tennis di legno e una pallina. Enrico non ha mai giocato, ma ci prova. Va nel circolo dietro casa, si mette davanti a un muro e lancia la pallina. Rimbalza. Enrico la colpisce, una, due volte. È divertente. Da quel momento trascorre ogni pomeriggio a giocare. È deciso. Diventerà un campione di tennis. Cerca un insegnante e comincia ad allenarsi. È il 1995. Enrico partecipa al suo primo torneo. La differenza tra lui e gli altri è abissale. Tutti i ragazzini giocano da molto più tempo. Enrico si scoraggia, ma non abbandona la racchetta. Ha 21 anni. Enrico è pronto per le gare ufficiali. I compagni gli dicono di lasciar perdere. Per lo sport è già vecchio, non può farcela. Enrico se ne frega. Non c’è età per realizzare un sogno. Enrico si iscrive a qualsiasi torneo, gareggia, ci mette tutto se stesso, ma non vince. Mai. È il 2012. Grazie a diverse defezioni, Enrico è ammesso alle qualificazioni del torneo di Shangai. Un sogno. Potrà giocare con i giganti, Federer, Djokovic e compagnia bella. È il suo momento. Ma qualcosa va storto. Il visto per la Cina non gli viene concesso in tempo. Enrico è costretto a restare a casa. La delusione è tanta. Enrico si sente un perdente, è sul punto di mollare. Prende la racchetta in mano, fa per lanciarla a terra. Non ce la fa. La voglia di colpire la palla è più forte di tutto. Enrico si rimbocca le maniche. Si sottopone a un allenamento ancora più duro. Si iscrive a tornei internazionali, viaggia a sue spese. Sputa sangue. Ma la vittoria non arriva. È il 2020. Enrico Becuzzi ha 47 anni. Alle spalle, un record di 270 sconfitte. Non ha mai vinto una partita a livello professionistico. Gli serve un punto, un’unica vittoria, per entrare nella classifica mondiale dei giocatori, poi si ritirerà. Per chiunque è un sogno impossibile. Ma lui, il perdente, non ha nessuna intenzione di arrendersi. Fino a che avrò la forza e il desiderio, ci proverò.