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Lei è
Valentina

Valentina selfie

Lei è Valentina. Ha 21 anni. Vive a Taranto. È l’ottobre del 2017. Il suo compagno trova lavoro in Piemonte. Valentina molla tutto e lo segue. Affittano una casetta. È il primo pranzo nella nuova cucina. Valentina, facciamo un figlio. Lei non crede alle sue orecchie, non sogna altro che diventare mamma. A giugno scopre di essere incinta. La gravidanza procede alla grande, Valentina passa le giornate a toccarsi il pancione. Dalila, questo è il nome che il tuo papà ha scelto per te. Passano i mesi. Valentina fa la morfologica. Il ginecologo glielo dice senza giri di parole. Il feto ha la spina bifida, può nascere, ma al 95 per cento non sopravviverà. Valentina guarda la pancia. La sua bambina. Non può condannarla a quella sofferenza. Sceglie di interrompere la gravidanza. La ricoverano e le inducono il parto. Passano 48 ore. La sua bimba non vuole uscire. Il medico interviene e le rompe le acque. Valentina aspetta, gli occhi spenti, fissa il vuoto. Poi sente delle fitte lancinanti. Chiede aiuto, le infermiere dicono di aspettare, non è ancora il momento. Valentina si abbassa gli slip, si ritrova la testa della sua bambina tra le mani. Urla. L’ostetrica la raggiunge, si scusa. Valentina guarda la sua bimba, lì tra le coperte, senza vita. Gliela portano via e si sente morire. È distrutta. Fa degli esami e scopre di avere una mutazione genetica, una volta curata, potrà riprovare ad avere figli. Riprovare? Valentina si sente un mostro, ha ucciso la sua bambina, non merita di essere mamma. Passa mesi nel dolore. In ospedale conosce delle donne che hanno vissuto la sua stessa esperienza, Valentina ascolta, parla, condivide. È un toccasana. È il 14 marzo del 2018. Il giorno del suo compleanno. Valentina è incinta. Gioia, terrore, è un caos di emozioni. Non prepara nulla, è sicura che andrà male. A novembre il miracolo. Nasce Laura, e Valentina rinasce con lei. La sua bambina la cerca come l’ossigeno, Valentina non può essere più felice. Ma ogni notte guarda il cielo, perché forse anche la piccola Dalila la cerca da lassù.