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Lei è
Virginia

Lei è Virginia. Vive a Roma. È una giornalista, si occupa di politica e di sport, trova un impiego come assistente parlamentare. Ha una vita piena di soddisfazioni, eppure a volte si sente persa. Il mondo corre veloce, Virginia cerca un appiglio. È il 2015. Virginia si trova a Milano, fa un giro alla Pinacoteca di Brera. È rapita dalla Pala di Piero della Francesca. Un senso del sacro la pervade. Virginia torna sui libri, studia Teologia. Per la prima volta riflette sulla fede, si guarda dentro, si chiede se esiste un modo di leggere la realtà che non è solo vedere, ma anche sentire. È entusiasta. Ha voglia di parlare, condividere le sue scoperte, ma non è facile trovare qualcuno disposto a prendersi del tempo per ascoltare. È il 2019. Virginia partecipa a un pranzo elettorale in Sardegna. Luigi ha un bel sorriso, degli occhi luminosi. Parlano tanto. Virginia è a suo agio, abbandona i discorsi sulla politica, si avventura nell’arte, racconta della fede che sta scoprendo, della paura di perdere l’equilibrio. A un certo punto si blocca, teme di aver esagerato. Gli occhi di Luigi sono fissi, attenti. In quel momento, mentre il mondo continua a girare, Virginia si sente salda. Si rivedono. Girano per Roma mano nella mano, vanno al teatro dell’Opera, scappano dai fotografi. Luigi viaggia molto, Virginia impara a godersi un mazzo di fiori lasciato sul tavolo della cucina, la torta con la candelina per il compleanno, le sue canzoni preferite intonate per la buonanotte. Vive ogni giorno come se fosse l’ultimo. Oggi, dopo tre anni, la storia con Luigi prosegue a gonfie vele. Virginia l’ha presentato in famiglia, il padre dice che è quello giusto. Virginia ci spera, progetta un futuro insieme, intanto si gode il viaggio. Ha imparato che l’amore è dare senza pretendere, è anticipare i bisogni dell’altro, comprendere il suo sogno senza dimenticare il tuo. Servono infinita pazienza, tanta abnegazione e il risultato non è assicurato. Ma finalmente sente che la sua vita ha delle fondamenta, ed è felice.