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Lei è
Isabella

molestie

Lei è Isabella. Vive a Piacenza, in Emilia-Romagna. Ha 12 anni. Sta andando a scuola, sente una voce. Bambina, mi daresti una mano? Isabella si avvicina all’auto. L’uomo ha i pantaloni abbassati, sta ravanando qualcosa. Isabella è pietrificata. Il suo cervello si rifiuta di registrare quella roba brutta, troppo brutta. Fugge via. Il cuore a mille, le lacrime agli occhi. Cresce, sta facendo la spesa. Un uomo sorride. Come sei bella tesorino. Isabella si irrigidisce. Schifo, rabbia, e una paura sorda. Si morde le labbra, ingoia le lacrime, scappa. Passa qualche tempo. È sera, isabella sta tornando a casa. Un gruppo la punta, ridacchia, le va dietro per un po’. Isabella ha il cuore in gola. Stringe i pugni, si conficca le unghie nella carne, fa finta di nulla. Ha 18 anni. È in palestra, sta facendo gli squat. Due tipi la fissano, si scambiano occhiatine, ammiccano. Come si chiamava quella posizione del kamasutra? Isabella si irrigidisce. Cambia attrezzo, sente i brividi lungo la schiena. Il cuore accelera, gli occhi si riempiono di lacrime. Si piazza di fronte ai due individui, apre la bocca, le parole muoiono sulle labbra. Quelli ridono sguaiati. Isabella si sente morire. Fugge via a testa bassa, si rifugia negli spogliatoi. È arrabbiata, umiliata, vuole andare a casa, nascondersi, dimenticare tutto. Chiude gli occhi, respira a fondo, e torna indietro. Isabella cammina a passo deciso, poi sente una voce, la sua voce. All’inizio trema, si alza di tono, è un ruggito. Non me ne frega niente di chi siete o casa fate, non sono stupida, so cosa avete detto! Se non volete essere persone decenti per gli altri, fatelo per voi stessi, che nella vita serve sempre. Uno dei tizi prova a ribattere, fa un passo avanti. Isabella gonfia il petto, punta i piedi, testa alta. Stammi lontano, non provare a parlarmi! Nella sala non vola una mosca. Isabella gira i tacchi, torna agli attrezzi e continua ad allenarsi. Piange in silenzio, di rabbia, di paura, e di gioia. Finito l’allenamento si scatta una foto. Mostra i muscoli, sorride fiera. Isabella esce dalla palestra, e corre, corre a perdifiato.

LA STORIA CONTINUA