·

Storie degli Altri è stata selezionata con menzione speciale da

·

Storie degli Altri è stata selezionata con menzione speciale da

·

Storie degli Altri è stata selezionata con menzione speciale da

·

Storie degli Altri è stata selezionata con menzione speciale da

·

Storie degli Altri è stata selezionata con menzione speciale da

·

Storie degli Altri è stata selezionata con menzione speciale da

Lei è
Sara

dislessia

Lei è Sara. Nasce nel 2007 a Modena, in Emilia-Romagna. Viene al mondo con un bel pianto, ma in un attimo si ritrova attaccata a dei tubi. Sara combatte fin dal primo giorno, stringe i pugni, vince la sua battaglia. La mamma dice che è una sopravvissuta. Ha 2 anni. È una bambina solare. Gioca con gli amichetti, qualcuno acchiappa il suo peluche. Dammelo, è mio! Sara non molla, si becca una spinta, sbatte contro il pavimento. Un bel gelato e passa tutto, ma intanto i suoi dentini ballano. Il giorno dopo si sveglia con il viso tutto gonfio. I medici si avvicinano con uno strano aggeggio, dopo qualche ora i due denti davanti non ci sono più. Sara passa la lingua sul buco, sorride. Ha vinto anche questa. Cresce, va alle Elementari, i compagni parlano che è una meraviglia, Sara fatica, storpia le parole, tutta colpa di quegli incisivi mancanti. Si mette d’impegno, ma è disordinata, scrive storto, quando legge poi è un delirio. La maestra dice che è svogliata. Prende il suo disegno e lo strappa davanti a tutti. Sara piange, ogni giorno va sempre peggio. Cambia scuola. Inizia le Medie. Sara si sforza, ma operazioni e grammatica proprio non le riescono. Un insegnante la guarda negli occhi. Hai mai pensato di essere dislessica? Il medico è dello stesso parere, anzi ci infila pure la disgrafia. Sara alza gli occhi al cielo, si arma di pazienza e affronta anche questa sfida. Trova un metodo tutto suo per studiare, poco alla volta i voti migliorano. Inizia le Superiori, fa una scuola di artigianato, è l’unica femmina su diciassette maschi. Ci sarebbe da essere intimoriti, Sara invece punta le mani sui fianchi, e mette in riga i ragazzi. Si sveglia all’alba, fa chilometri in autobus, non perde un giorno. Ora la scuola le piace da matti, non ha più paura di scrivere, e nemmeno di parlare. Fa un corso di teatro, vuole diventare un’attrice. Intanto ha compiuto 14 anni. Torna a casa, sfoggia un gran sorriso. Mamma, ho preso dieci in Fisica. Niente male per una sopravvissuta.

LA STORIA CONTINUA