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Lei è
Anita

pasticceria

Lei è Anita. Vive a Napoli. Trascorre i pomeriggi dopo la scuola nella pasticceria di famiglia. Fa i compiti immersa nel profumo della pastiera, rubacchia qualche biscotto mentre le sorelle impastano. Si sente al sicuro, felice. Passano gli anni. È il 1992. La Strage di Capaci scuote l’Italia intera. Anche Anita ha il cuore in gola. Prova rabbia, e una profonda ammirazione per quegli uomini che hanno sacrificato la vita per la giustizia. Nel suo petto arde una fiamma, sente di avere una missione. Mamma, papà, voglio studiare Giurisprudenza. La notizia crea scompiglio. Il padre è un uomo buono, ma all’antica. Le donne di casa fanno le pasticciere, è la tradizione! Anita punta i piedi, trova un’alleata nella madre. Nostra figlia vuole studiare, noi faremo in modo che possa studiare. Fine della discussione. Anita si iscrive all’università, studia con entusiasmo, cullata dai profumi di casa. Dopo la laurea si fa le ossa in uno studio legale, poi si mette in proprio. Una dopo l’altra si toglie parecchie soddisfazioni lavorative, ma dopo quindici anni, qualcosa comincia a scricchiolare. Anita non ritrova più i forti ideali che l’avevano spinta su quella strada. È delusa, amareggiata. All’alba dei 40 anni si scopre intrappolata in una vita che non le appartiene. Ha paura, non sa dove sbattere la testa. L’istinto prende il sopravvento. Cammina senza sapere bene dove sta andando, si ritrova in pasticceria. Il profumo della pastiera, i biscotti appena sfornati, la visione delle sorelle che impastano. Si sente di nuovo al sicuro, e felice. Ogni pomeriggio esce dal tribunale, mette il grembiule, immerge le mani nella farina e ripete i gesti imparati a memoria. Ritrova la pace e una nuova prospettiva. Oggi Anita ha 43 anni, ha portato la dolcezza della sua infanzia fino a Oslo, in Norvegia, dove gestisce un laboratorio di pasticceria napoletana. Si è cucita addosso un lavoro che le permette di vivere serena. Mamma e papà non ci sono più, ma le hanno lasciato in dono l’amore per quell’antico mestiere, divenuto il trampolino di lancio per una nuova vita.

LA STORIA CONTINUA

Anita ha scritto un libro. “È un tributo alla mia Napoli, alla famiglia, a me e alle infinite possibilità che la vita ci dona, nonostante alcuni pensino che lasciare significhi non amare”.