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Lei è
Maria

wolford

Lei è Maria. Nasce a Chiaravalle, nelle Marche, nel 1870. La sua famiglia è benestante, Maria riceve una buona educazione. Sogna di fare l’attrice, l’ingegnere. Si iscrive all’università, è la prima matricola donna. I compagni la guardano storto, Maria fa la dura, finché si trova sotto gli occhi un cadavere da sezionare. Non aveva mai visto un uomo senza vestiti. Dissimula l’imbarazzo con una risata. È il 1896. Maria si laurea alla Sapienza di Roma, lavora in un ospedale psichiatrico, conosce Giuseppe, un collega geniale e simpatico. Scocca la scintilla. Si mette a dieta, si strizza nei corsetti, non è mai stata così felice. Ha 28 anni. Resta incinta. Giuseppe, che si fa, ci sposiamo? Il grande uomo batte in ritirata. Maria non vuole scandali, partorisce in gran segreto, si strappa le carni e dà il piccolo Mario in affido. Pensa alla carriera, riversa tutto il suo amore sui bambini. Lascia la medicina e si concentra sulla pedagogia. Studia, esplora nuove vie di insegnamento, i suoi sistemi si diffondono, diventano un metodo. Maria fonda nuove scuole, si dedica anima e corpo ai piccoli, ma appena può scappa a trovare il figlio, che intanto è cresciuto e conosce la verità. Maria non regge più la lontananza. Il ragazzo lascia il collegio ed entra ufficialmente a far parte della sua vita, anche se davanti agli altri la chiama nonna. Nessuno deve sapere. Mamma e figlio viaggiano, vanno in Spagna, Olanda, poi in India. È il 1940. La guerra infuria. Agli inglesi prendono i cinque minuti. Cosa ci fanno due italiani nelle loro colonie? Maria si ritrova agli arresti domiciliari, il figlio finisce dietro le sbarre. Non si dà pace, proprio quando l’aveva ritrovato. È agosto, il giorno del suo compleanno. Riceve un biglietto d’auguri dal viceré inglese. Mi scuso per il malinteso, anche suo figlio è stato rilasciato. Maria sgrana gli occhi. La verità è svelata, scritta a chiare lettere su un documento ufficiale. Maria Montessori dà un bel calcio alla morale, stringe il suo ragazzo tra le braccia e non lo lascia più.

Scopri le altre donne che hanno fatto la storia.