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Lui è
Lino

amore

Lui è Lino. Nasce a Pietralunga, in Umbria, nel 1919. Ha imparato da poco a camminare, quando si trasferisce con tutta la famiglia a Montepeschio. Cresce in campagna, gioca con la sua vicina di casa, Rina, una bambina bellissima. Lino bussa alla sua porta ogni mattina, si prendono per mano e portano le pecore al pascolo, giocano nei campi, la domenica vanno a messa. Sono inseparabili. Gli anni passano, il mondo attorno cambia, ma Lino tiene sempre la mano di Rina, che nel frattempo è diventata una splendida ragazza. Le basta vederla perché il suo cuore prenda a palpitare. Lino ha 20 anni. È un uomo, pronto a chiedere in sposa la sua amata, ma la guerra è alle porte. Deve partire. Combatte in Grecia e in Jugoslavia, viene fatto prigioniero. Subisce umiliazioni e torture, il pensiero di Rina lo tiene aggrappato alla vita. Chissà cosa sta facendo, se lo sta aspettando. Il tempo passa, la guerra è finita. Lino si trascina verso casa. Rina è sulla porta, gli corre incontro, lo abbraccia, piange dalla gioia. Lino rinasce. Si rimette in sesto e fa le cose per bene. Mia cara, la mia unica ricchezza è l’amore che provo per te, vuoi sposarmi? È il 1948. Lino e Rina diventano marito e moglie. Abitano con la famiglia di Lino, sono in diciotto, è una baraonda di felicità. Nascono due gemelli, Silvano e Silvana, Lino fa il muratore, fa avanti e indietro dalla città in bicicletta. Rina lo aspetta sempre sulla porta, con il sorriso e la tavola imbandita. Dopo tanti sacrifici riescono a costruire una casa tutta per loro, si trasferiscono a Città di Castello. Gli anni volano, coronati dalla nascita del piccolo Ettore. Lino e Rina vivono di gesti semplici e di sguardi. Perdono la figlia per un brutto male, attraversano il dolore come hanno sempre fatto, mano nella mano. È il 25 settembre del 2021. Lino spegne centodue candeline e festeggia settantatrè anni di matrimonio con tutta la sua famiglia. Il figlio Silvano abbraccia i genitori. Papà, mamma ho una sorpresa per voi. Viaggiano per un’ora, finché dal finestrino sbuca un paesaggio conosciuto. Lino sussulta. È Montepeschio, la sua terra, il paese dove lui e Rina sono cresciuti. Scende dall’auto avanza al fianco la donna della sua vita, si ferma, la guarda negli occhi, le fa una carezza. Quante avventure hanno vissuto, quante difficoltà, discese, risalite, momenti di felicità pura. Sempre insieme, mano nella mano.

LA STORIA CONTINUA

Ogni sera, prima di andare a letto, Lino e Rina baciano la foto della figlia scomparsa, ricordano con gioia le sue parole: “Sono certa che la morte non è una porta che si chiude, ma un portone che si spalanca per farci entrare in paradiso, dove siamo veramente felici, e dove possiamo ritrovare tutti i nostri affetti, assieme all’affetto più grande, quello di Gesù”.