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Lei è
Margherita

wolford

Lei è Margherita. Nasce a Firenze nel 1922. È una bambina solitaria, con un bel caratterino. Rifiuta la carne, mangia solo verdure, ama i gatti. Cresce, studia, ma quando si ritrova chiusa in un’aula, si annoia da morire. Margherita ha bisogno d’aria, adora andare in bicicletta, fare sport. Basket, pallavolo, atletica, poi scopre il salto in alto, ed è subito amore. A ogni stacco le sembra di volare, su, sempre più su, fino alle stelle. Stelle? Chissà quali leggi regolano la vita nell’atmosfera. Margherita fissa il cielo, vuole capire. All’università studia Fisica. Mentre tutti stanno piegati sui libri, lei si attacca al telescopio. I suoi occhi viaggiano nello spazio siderale, si posano su una stella. Si chiama Zeta Tauri, in apparenza è uguale alle altre, ma a guardarla bene, il suo comportamento è diverso, strano, unico. Proprio come lei. Margherita si appassiona, fa nuove scoperte, ha capito cosa vuole fare nella vita, la scienziata. Si laurea piena di fiducia, ma si ritrova a scrivere istruzioni per le macchine fotografiche. Margherita barcolla, lontana dal cielo non trova l’equilibrio. È il 1944. Incontra Aldo, un uomo intelligente che la ascolta e la rispetta. Si sposano, mentre scoppia la guerra. Una cerimonia breve, senza fronzoli, come la casa in cui vanno a vivere. Sostenuta dall’amore, Margherita si sente libera di volare. Scrive per riviste scientifiche, partecipa a convegni, collabora con la Nasa. Negli anni Sessanta la chiamano a Trieste, è la prima donna a dirigere un osservatorio astronomico. Si impegna in politica, lotta al fianco delle coppie omosessuali. In pubblico si accende, trascina, è una grande oratrice. Appena parte non si ferma più, il marito siede sempre in prima fila, e appena arriva l’ora, la riporta con i piedi per terra. Oh Marga, l’è ora di andare a casa! È il 2013. Margherita Hack ha 91 anni, si prepara per il suo ultimo viaggio. È stata un’astrofisica, una divulgatrice, un’attivista. Una donna che non ha avuto paura di osare. Perché studiando le stelle, ha imparato che nella scienza, come nella vita, bisogna essere ribelli.

Scopri il mondo dell’empowerment femminile.