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Lei è
Simona

fratello

Lei è Simona. Nasce a Messina, in Sicilia. La sua famiglia è composta da Pina e Salvatore, genitori umili e generosi, e dal fratello maggiore Dilip. È nato in India, è stato adottato quando era ancora in fasce. Simona adora la sua pelle scura, che profuma di sole, e i suoi occhi profondi come il cielo d’inverno. Ama il suo nome, ha un suono soave, esotico. Dilip. Lo tiene tra le labbra, ci gioca, lo assapora, poi lo lascia volare, libero come una farfalla. Simona e Dilip sono diversi, come il sole e la luna, il dolce e l’amaro, ma i loro cuori battono all’unisono. Giocano, ridono, litigano e fanno la pace, senza mai stancarsi. Simona ha 6 anni. Infila le dita nelle orecchie, le tappa, le stappa. Mamma, papà, aiuto perché ho così male? I medici dicono che perderà l’udito per colpa di una brutta malattia, dovrà portare degli apparecchi, ed essere forte. Simona piange, Dilip sorride. Sorellina non ti preoccupare, puoi contare su di me. Intanto non sente più. Il fratello è di parola, la aiuta a studiare, scrive la pronuncia delle parole inglesi, non permette a nessuno di prenderla in giro. Simona cresce sotto l’ala del suo eroe, generoso, bello, loquace, il fratello maggiore migliore del mondo. Si diplomano, prendono la laurea, hanno interessi opposti, ma ogni notte fantasticano di volare tra le stelle a bordo di un tappeto magico, lontano, fino in India. È il 2007. Simona ha 27 anni, è a casa, Dilip è di ritorno da Trapani, dove è andato a sostenere l’esame da commercialista. Alla televisione parlano di un terribile incidente. La madre scatta in piedi, urla, piange. Sente, ancora prima di sapere. Una della auto coinvolte è proprio quella di Dilip. È morto così, a 29 anni. Il mondo di Simona diventa buio. Non le resta nulla, solo quel nome tanto amato. Simona serra le labbra, lo custodisce per anni, unica medicina al dolore. Finché un giorno decide di tatuarselo sulla pelle, dentro le ali di una farfalla. Lo assapora un’ultima volta insieme ai ricordi, i sogni, e le risate, poi schiude le labbra. Addio Dilip, fratello mio, cuore mio, addio e grazie. La farfalla vola tra le stelle, sempre più lontano, fino in India.

LA STORIA CONTINUA

“Quella in alto è stata la nostra ultima foto insieme, scattata sei mesi prima dell’incidente. Non eravamo fratelli di sangue, ma siamo stati fratelli di cuore per 29 anni”