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Lei è
Trish

lotteria

Lei è Trish. Vive a Rotherham, nel Regno Unito. È sposata con Graham e lavora come cuoca nella mensa della scuola. Trish vive in una casa modesta, guida una vecchia utilitaria, e non si concede una vacanza da tempo immemore. È il 2003. Trish e il marito cercano un figlio, ma dopo mesi di tentativi, la gravidanza non arriva. Trish è sconsolata, prova in tutti i modi a distrarsi, un giorno compra perfino un biglietto della lotteria, se ne pente subito. Qualche soldo in più non guasterebbe, ma nessuna cifra la ripagherebbe della gioia di diventare madre. Lascia il biglietto sul tavolo del salotto, e se ne dimentica. Passa qualche giorno. Trish sta preparando la cena, dal salotto arriva il vociare della televisione, poi d’improvviso si levano delle grida indicibili. Trish accorre trafelata. Suo marito è accasciato sul divano, pallido come un cencio. Amore, che cosa succede, non ti senti bene? Graham si versa un bicchiere di gin e lo scola tutto d’un fiato. Tesoro, ti ricordi il biglietto della lotteria? Trish fa mente locale, annuisce. Graham le indica i numeri che scorrono sullo schermo. Non so come dirtelo, abbiamo vinto! Cala il silenzio. Trish afferra la schedina, la guarda allibita. Impossibile. Controllano mille volte, ma i numeri parlano chiaro. Hanno vinto più di due milioni di euro. Passa qualche settimana. Trish ancora non si capacita di quell’immensa fortuna, dovrebbe essere felice, ma non sta bene, l’umore è sotto i tacchi, è sempre stanca, ha la nausea. Si trascina dal medico, non riesce a credere alle sue orecchie. Signora, lei è incinta. Trish alza gli occhi al cielo. Cosa mi state combinando lassù? Sono passati 17 anni da quel giorno. Trish ora ha 51 anni, ha sempre lo stesso marito, in figlio che si prepara alla maturità, un conto in banca milionario, e fa sempre lo stesso lavoro, cucina nella mensa della scuola. Anche la casa non è cambiata, e nemmeno la macchina, guai chi le tocca la sua vecchia utilitaria. Gli amici non sanno se portarla da uno psichiatra bravo, o dalla regina Elisabetta. Trish alza le spalle. Ho già tutto quello che desidero, i soldi non ti trasformano in una persona elegante o migliore, piuttosto che fingermi quella che non sono, preferisco restare nei miei vecchi jeans.

LA STORIA CONTINUA

Trish ha mandato il figlio nella scuola pubblica del quartiere, non gli compra regali costosi e non gli dà neanche la paghetta, gli ripete che se vuole qualcosa, deve guadagnarselo.