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Lei è
Hahn

ambiente

Lei è Hahn, vive a New York, è una avvocata ambientalista. Per approfondire una causa di lavoro, si ritrova dentro un allevamento intensivo. Hahn vede con i suoi occhi le condizioni degli animali destinati al macello, rimane sconvolta. Giura a se stessa che non mangerà mai più un pezzo di carne. Passa qualche tempo. È il 2009. Hahn ha 33 anni. Fa una passeggiata in Central Park, si ferma a riposare su una panchina. Un uomo è seduto al suo fianco, si chiama Bill. Si salutano, chiacchierano. È un tipo simpatico e interessante, ha un solo piccolo difetto. Bill è un allevatore, possiede un grande ranch sul Pacifico. Nella mente di Hahn scorrono le peggiori immagini, Bill intanto sorride ignaro, e azzarda addirittura un invito a cena. Hahn rabbrividisce al solo pensiero. Mette subito le cose in chiaro. Impossibile, io sono vegana, siamo incompatibili per natura. Bill scoppia a ridere. Vieni a fare giro nella mia fattoria, poi ne riparliamo. Hahn non ci pensa neanche, però Bill è davvero un bell’uomo, e che diamine, se la guarda anche in quel modo. Visita il ranch, vede con i suoi occhi le mucche che pascolano all’aperto, mangiano cibo sano, curate e coccolate. Alla fine è costretta ad ammetterlo, quel posto è un paradiso. Bill sorride sornione. Allora, posso sperare di rivederti? Hahn lotta contro se stessa, poi depone le armi. Escono insieme, e dopo qualche tempo si sposano. Di tanto in tanto Hahn aiuta il marito nella fattoria, ammira l’amore e il rispetto con cui svolge il suo lavoro, ma dentro di lei c’è un uragano. Si è mai vista una vegana che sta con un allevatore? Dopo sette anni di matrimonio, Hahn si siede a tavola, afferra forchetta e coltello. Tesoro, va bene, facciamolo. Bill non se lo fa ripetere, le cucina un hamburger di manzo. Hahn taglia la carne, assaggia un boccone, mastica. Ha le lacrime agli occhi. Maledizione, è buonissimo. Oggi Hahn ha 50 anni, è mamma di due figli, ha ripreso a mangiare carne e ha cambiato lavoro. Fa l’allevatrice di bovini. A chi le chiede come abbia potuto, risponde con la frase che ha stampato sulla maglietta. Il problema non è la mucca nel momento in cui la mangi, ma prima, come ha vissuto.

LA STORIA CONTINUA

“Da quando ho ricominciato a mangiare carne, mi sento bene fisicamente ed emotivamente. È stato sorprendente quanta gioia mi abbia portato”.