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Lui è
Martin

soldato

Lui è Martin. Vive negli Stati Uniti. È appassionato di fotografia. È il 1943. Ha 20 anni, indossa la divisa e va in Italia a combattere contro i tedeschi. Vede l’orrore con i suoi occhi, lo esorcizza scattando foto. È ottobre. Martin e la sua unità arrivano a Monterenzio, in Emilia Romagna. Setacciano le abitazioni in cerca dei nazisti. Martin spalanca la porta di una casa. Dentro c’è una donna, piange, dice parole incomprensibili. Martin le punta il fucile, controlla ovunque, ma non trova nemici. Sta per uscire, quando con la coda dell’occhio vede qualcosa. Il cesto di vimini ai piedi del letto, si è mosso, ne è sicuro. Martin impugna l’arma. Chi c’è lì dentro? Uscite o faccio fuoco! La donna grida, le mani tra i capelli, fa scudo con il suo corpo. Martin suda freddo. Dentro ci sono dei nemici, ne è sicuro. Carica l’arma, porta il dito sul grilletto. D’improvviso il cesto si apre. Martin è pronto a sparare, ma si blocca. Sgrana gli occhi, aguzza la vista. No, impossibile! Dalla cesta fanno capolino tre bambini. Tremano, sono impauriti. Martin fruga nella borsa, tira fuori della cioccolata, allunga la mano. I piccoli gli regalano il sorriso più bello del mondo. Martin mette via il fucile e si siede a giocare con loro, alla fine scattano una foto, tutti e quattro insieme. Martin li saluta con un groppo in gola, vorrebbe restare lì per sempre. La guerra finisce. Martin torna a casa, si porta dietro quella fotografia, la custodisce come un tesoro, gli ricorda che anche nell’orrore ci possono essere vita e bellezza. Il tempo passa. È il 2020. Martin compie 97 anni. Ripensa alla sua vita. Ha una moglie, dei figli, dei nipoti, è soddisfatto, se non fosse per quell’unico desiderio che gli toglie il sonno. In quel momento sua figlia Rachelle entra nella stanza. Papà, ti ho fatto una sorpresa, li ho trovati. Martin non capisce. Trovato chi, cosa? Lei sorride. I tuoi bambini papà, ho trovato i tuoi bambini. Dopo 77 anni, Martin riabbraccia Bruno, Mafalda e Giulia. Li bacia tra i singhiozzi e offre loro della cioccolata. Il mio cuore è sempre stato qui in Italia, con voi.

LA STORIA CONTINUA

Appena rientrato dal viaggio in Italia, Martin è caduto e ha sbattuto la testa. Dall’ospedale ha tranquillizzato tutti: “Sto benone, e non vedo l’ora di tornare”.