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Lei è
Sarah

figlio

Lei è Sarah. Vive in Oklahoma, negli Stati Uniti. Ha 37 anni, lavora come insegnante, è sposata con Scott. Sarah e suo marito sognano una grande famiglia, non vedono l’ora che la casa si riempia di pannolini e pappe, ma la gravidanza non arriva. Provano terapie di ogni tipo, finché il medico è costretto a sbattergli in faccia la dura realtà. Non potete avere figli, rassegnatevi. Sarah piange disperata, il marito la stringe forte. Non ti preoccupare tesoro, in quale modo faremo. Valutano altre strade, scelgono la fecondazione in vitro. È il 2019, Sarah e Scott volano in una clinica alle Barbados, fanno tutto, non resta che aspettare. Pochi giorni prima di Natale, squilla il telefono. Sarah scoppia in lacrime. Tesoro, avremo un maschietto! A Capodanno fanno l’elenco dei nomi papabili, sono tanti, troppi, alla fine Sarah mette nero su bianco delle lettere e qualcosa le vibra dentro. Hayes, sì, è lui. Passa qualche mese. Sarah torna in clinica per gli ultimi esami, manca poco e avrà finalmente il suo bambino dentro la pancia. Sul volo di ritorno non fa che pensare ad Hayes, non vede l’ora di chiamarlo per nome. Appena mette piede a terra, il suo telefono squilla. Pronto? Sarah si appoggia al muro, le manca il fiato. Scott ha avuto un infarto, è grave. Si precipita in ospedale, branca il primo medico. La prego, mi dica che mio marito sta bene. L’uomo scuote la testa. Mi dispiace tanto. Sarah non riesce a crederci. Solo un momento prima fantasticava sulla loro famiglia. Accarezza il viso di Scott. Amore mio torna da me, non puoi lasciarmi sola. Lo bacia, e in quell’istante una parola, un nome, le affiora sulle labbra. Sarah lo ripete tra le lacrime, finché il pianto si trasforma in un sorriso. Hai ragione amore mio, niente è perduto. Sarah dice addio per sempre all’uomo della sua vita, poi corre in clinica, realizza il loro sogno d’amore, e un anno dopo stringe tra le braccia il piccolo Hayes. Ora il bambino ha pochi mesi, ogni giorno, dentro i suoi occhietti, Sarah ritrova il suo Scott, il loro amore, i loro sogni, il senso profondo dell’esistenza.

LA STORIA CONTINUA

“Scott si sarebbe innamorato subito di nostro figlio, voleva così tanto diventare padre. È difficile vivere questa esperienza senza di lui, ma so che ci guarda e sorride”.