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Lei è
Michela

sguardo

Lei è Michela, vive ad Albissola Marina, in Liguria. Ha 18 anni, si sta preparando per andare a scuola, la mamma entra nella stanza. Tesoro, papà ha un brutto tumore alla gola. Michela sente freddo, lo stomaco si chiude, non riesce a parlare. La sera stessa il padre raduna la famiglia. Non preoccupatevi, ci sarà da lottare ma vincerò la battaglia. Michela è felice di vederlo reagire, ma qualcosa dentro di lei si è rotto. Passano i mesi. Il padre si aggrava, Michela viene sopraffatta dall’ansia e dalla paura. Non mangia, dimagrisce a vista d’occhio. È sera, sta guidando, affronta una curva. Le scatta qualcosa. Chiude gli occhi, accelera, e spera che finisca tutto in fretta. D’improvviso un’immagine attraversa la sua mente, il suo papà in ospedale, con la flebo e il sorriso. Michela sterza di colpo, la macchina sbanda, ma resta in strada. Si ferma. Ha il fiatone, trema, piange. Non può fare questo al suo papà. Passa qualche giorno. Michela è in ospedale, davanti alla porta della sala operatoria. Passano sei lunghissime ore. Il padre riemerge stanco, provato, ma vivo. Michela si guarda dentro, ammette con se stessa di avere un problema. Si obbliga a mangiare, ma lo stomaco le fa un male cane. Per un attimo vede una luce accecante, poi il buio. Si sveglia in ospedale, la mamma è al suo fianco. Tesoro hai avuto una crisi epilettica, stavi per morire, ora stai tranquilla, va tutto bene. Michela ascolta incredula. Per la prima volta ha la consapevolezza del suo corpo, sente ogni cosa, il cuore pulsare, la vita scorrere nelle vene. È una botta di adrenalina. Si rimette in piedi, segue una terapia, intanto si prende cura del padre. Si sente forte, sicura. Riscopre la passione per i dolci, passa giornate intere a preparare torte. A fine anno la psicologa la guarda negli occhi. Questa è l’ultima volta che ci vediamo, sei guarita. Michela corre a casa, abbraccia il suo papà. Ce l’abbiamo fatta papi, abbiamo vinto. Oggi Michela ha 29 anni, è sposata e ha un bambino. Suo padre è guarito. Michela continua a cucinare, ha tanta fame di vita.

LA STORIA CONTINUA

L’ultimo anno di scuola, Michela non è stata ammessa alla maturità.

Stava male, ma la sua professoressa  pensava fosse solo svogliata. Michela ha provato una grande soddisfazione, quando l’anno successivo si è presentata agli esami con ottimi voti.