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Lettera di Stefania

Stefania genitori

“Ciao Carmelo,
Ti scrivo da Napoli, la mia amata città, sono in quarantena come tutta Italia insieme a mio marito e le mie due bimbe, ma sono anche figlia, e i miei genitori che prima vedevo anche tre volte al giorno, dato che abitiamo vicino, ora non li vedo più.
Ognuno è chiuso nella propria gabbia.
L’altra mattina mi sono svegliata con tanta nostalgia di mamma e papà, e come per magia mi sento chiamare da fuori. Corro ad aprire e loro sono lì, che mi salutano da lontano.
Io faccio per abbracciarli ma loro sono irremovibili. Restiamo lontani, basta che vi lasciate guardare, avevamo troppa voglia di vedervi.
Mi mandano un bacio nel vento, a me e alle mie bimbe.
Io piango perché sono a un metro e non posso abbracciarli.
Loro dicono tranquilla tra un po’ ci avrai di nuovo tra i piedi, e intanto i loro occhi si bagnano e vanno via per non rattristare le mie bimbe, spalle curve mentre so che stanno bagnando le loro mascherine di lacrimoni.
Giovedì è la festa del papà e questa volta farò io una folle corsa fuori casa loro, giusto il tempo di gridare: “Auguri papà, ti amo tantissimo!” e ritornare a casa.
Ti allego una foto di mamma e papà, loro sono Teresa e Domenico e io li amo tantissimo”.
Lei è Stefania.