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Lettera di Patrizia

Patrizia ritratto

“Buonasera Carmelo, volevo raccontarti in breve la mia storia e magari condividerla con il tuo pubblico, ricordando a tutti che solo chi sogna impara a volare.
Sono nata il 22 gennaio 1994 ad Arpino provincia di Frosinone. Ero una bambina molto sensibile, empatica. All’età di 12 anni, venivo presa in giro a scuola per il mio aspetto, mi dicevano “brutta”, sono stata sbeffeggiata e isolata dall’intera classe.
Mi rinchiusi nel mio mondo, per sfogarmi iniziai a comporre poesie.
Entrai alle superiori e anche lì per i primi due anni non fu facile, poi cambiai, riuscii a farmi valere. Le poesie non le abbandonavo mai, erano tutto quello che avevo.
Conobbi un ragazzo, ci innamorammo. L’anno successivo però, per un motivo stupidissimo, mi arriva uno schiaffo che mi lascia senza udito per due ore. Sono atti sporadici, ma ogni tanto arrivano schiaffi, tirate di capelli, un inferno. Non merito di essere amata, penso.
Nel 2017 entro a lavorare in sartoria, un lavoretto come gli altri in precedenza, ma qui è pesante, l’aria che respiro mi rimanda alle scuole medie, vengo trattata male, mi sembra di essere davvero tornata a essere quella ragazzina che veniva derisa dai compagni.
È inverno, mi ammalo, resto a casa per un mese, sono stanca, fisicamente e psicologicamente. Crollo. Mi viene la depressione.
Scrivere è l’unica cosa che mi tiene su.
È il 2019, riunisco le mie poesie in una raccolta e pubblico il mio primo libro. Nella mia provincia è un successo.
Ritrovo un po’ di fiducia. Inizio a lavorare con i bambini, creando un piccolo laboratorio per loro.
Inizio a dipingere. Faccio la mia personale, i miei quadri piacciono. Finalmente mi sento realizzata. Il mio cuore è colmo di gioia, ce la sto facendo.
Attendo la tua risposta. Ti ringrazio per l’attenzione”.
Lei è Patrizia.