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Lettera di Nella

Nella di spalle

“Ciao Carmelo,
sono un’infermiera, mi sono laureata a novembre e oggi lavoro in ospedale in un reparto covid.
Non avrei mai immaginato di iniziare a lavorare con tutto questo fracasso.
Alla fine del turno vuoi solo tornare a casa per rilassarti, mangiare e dormire, se ci riesci.
Ed era quello che facevo fino a poco tempo fa. Poi ho iniziato ad avere bruciore alla gola e l’affanno.
Siccome sono un soggetto asmatico ho richiesto il tampone.
Mi hanno messo in isolamento domiciliare in attesa di effettuarlo, e ho avvisato le mie coinquiline.
Alla fine il tampone era negativo, ma per le mie coinquiline sono diventata un nemico che metteva a repentaglio la loro vita, e sai perché? Perché sono un’infermiera.
Hanno iniziato a disinfettare tutto, lavatrici a 90° come se non ci fosse un domani, messaggi ogni 5 minuti per chiedere se avevo dei sintomi.
Sono stata definita irresponsabile ed egoista perché ho preso una stanza in una casa condivisa.
Mi hanno detto che mettevo a rischio la loro vita, ho risposto che il virus lo si può prendere anche al supermercato. Mi hanno dato della pazza.
In conclusione sono stata costretta ad andare via di casa, uno perché le mie coinquiline volevano denunciarmi e due perché una convivenza così dopo aver fatto 7 ore in trincea, non è sopportabile.
In giro sento tanto parlare di eroi, ma i flashmob e i cori adesso dove sono? Dove sono tutti i grazie che ho letto in rete?
Dopo aver lasciato casa, vivo in un hotel messo a disposizione dalla regione ma non posso rimanerci a vita.
Ho cercato un posto, ma ogni volta che dicevo di essere infermiera, la risposta era no abbiamo paura.
Vivo in queste condizioni da un mese.
Fortunatamente al mondo qualche anima bella è rimasta e forse oggi sono riuscita a trovare una sistemazione.
Sto vivendo un periodo davvero buio.
E non sono l’unica in questa situazione, ci sono diversi colleghi che stanno ricevendo risposte e insulti gratuiti senza aver fatto nulla.
Ciao, adesso ho finito e ritorno nella mia trincea.
Un saluto dall’infermiera pazza ed ipocrita”.
Lei è Nella.