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Lettera di Arianna

Arianna primo piano

“Ciao Carmelo,
sono una ragazza di 21 anni e la mia non è una storia, è un pensiero, una testimonianza, con la speranza che conduca a una maggiore sensibilizzazione al tema che voglio trattare.
Un anno e mezzo fa non mi sarebbe mai venuto in mente di parlarne, poi ad un certo punto la vita ti conduce su strade che mai avresti pensato di percorrere.
Mi sono ritrovata nel reparto di oncoematologia dell’ospedale Gemelli per una serie di controlli, che a quel tempo mi sembravano un tunnel senza fine e che potevano darmi uno degli esisti più temuti quando si tratta di malattie del sangue.
Fortunatamente così non è stato, ma ringrazio il mio sangue un po’ problematico che mi ha consentito di imbattermi in un mondo che purtroppo, o per fortuna, in molti non hanno la possibilità di conoscere.
Mi sono seduta in sale d’attesa piene di occhi che si incontravano a vicenda, ognuno dei quali portava una storia con sé, una storia di dolore e sofferenza, occhi che non sapevano se si sarebbero incrociati di nuovo, occhi che chiedevano aiuto.
Mi sento quindi in dovere di dare il mio contributo in questo periodo difficile e incerto affinché si prenda coscienza del fatto che al di là della storia mondiale attuale, esistono tante piccole storie di persone che sono state catapultate di fronte al male che è in assoluto il peggior nemico della loro malattia.
Persone che oltre alla paura di contrarre il virus, non hanno più modo di curarsi in città lontane dalla loro, perché sangue e midollo osseo vengono donati sempre meno.
Vi prego donate se potete, io non posso farlo ma posso farvi capire che là fuori la vita di un uomo, di una donna, di un bambino potrebbe essere nelle vostre mani.
Grazie”.
Lei è Arianna.