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Lettera di Rita

Rita di spalle

“Caro Carmelo,
chiusa nel silenzio per proteggere il mio involucro duramente provato, ti affido i miei pensieri in questo periodo che è per me di riflessione più che di resistenza.
Sì, perché ormai non voglio più resistere agli eventi né oppormi ad essi, ma voglio lasciarmi trasportare perché credo che esista per tutti un piano già scritto.
Ti racconto della mia maternità negata, non da una malattia, non dalla mancanza di un compagno o dall’età, ma negata e basta senza un motivo che possa darmi pace nel cuore.
La maternità non va pretesa, non va ostentata, non è un diritto che appartiene a tutte, è una cosa dannatamente naturale che ti sceglie.
Perché non hai scelto me come mamma? Perché hai pensato che non fossi all’altezza di amarti più della mia stessa vita? Queste domande mi hanno lacerato il ventre più di quanto non abbiano fatto i continui esami.
Pensavo di aver interrotto quel ciclo di lacrime amare e che, finalmente, questa primavera del 2020 mi avrebbe regalato quella speranza che la natura mi aveva tolto.
Io non voglio ancora rassegnarmi all’idea di non conoscerti mai, perché ho sempre sognato ad occhi aperti il tuo profilo, e dopo tanta sofferenza, finalmente avevo trovato quello giusto per me.
Non per questo saresti stato un figlio diverso dagli altri, perché dietro quella provetta c’è sacrificio, c’è dolore, c’è amore infinito.
Ma ancora una volta c’è un ostacolo a frapporsi tra noi, un’epidemia mondiale che pone delle distanze che ora mi sembrano invalicabili.
Dopo questa epidemia niente sarà come prima, le certezze che avevo fino ad un mese fa hanno lasciato spazio a delle terribili angosce, l’amore sembra aver ceduto il passo a un becero egoismo e il desiderio che ardeva per te è diventato una lucida razionalità.
In che mondo ti lascerò se non sarò in grado di proteggerti?
Forse l’unico vero atto di amore, passato il buio di questo momento, sarà lasciarti andare via dal mio cuore così che io possa tornare ai miei giorni di apparente e, a tratti, dolorosa frivolezza”.
Lei è Rita.