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Lettera di Mary

Mary e figlio

“Ciao Carmelo,
Ho 37 anni, lui è mio figlio Cristian, di 8 anni.
Ero incinta di 33 settimane, gravidanza nella norma fino all’ultimo giorno.
Poi all’improvviso cesareo d’urgenza, il bambino è in sofferenza. Nasce, nessun pianto, nessun respiro.
In sala parto cala il silenzio, non me lo fanno neanche vedere.
Terapia intensiva, non respira,
Vivrà 10 minuti circa, mi dicono. Il mio pensiero e quello di mio marito: “Non abbiamo neanche i soldi per fargli il funerale”.
Perché nonostante lui lavorasse 14 ore al giorno, non veniva pagato da mesi.
Da un momento all’altro potrebbe morire, arrivano i risultati, leucemia mieloide acuta.
Gli fanno la chemio, ma non si sa se vivrà.
Purtroppo ha anche la sindrome di down, ci chiedono se vogliamo continuare a curarlo o battezzarlo.
Risposta scontata.
Passa un mese, la leucemia è retrocessa, ma succede di tutto e di più.
Mio figlio dovrebbe essere operato, ma non si può, ipertensione polmonare, cure e medicine, andiamo avanti ogni giorno.
Arriva il coronavirus, paura, tanta, se dovesse attaccare i polmoni, Cri, non ne uscirebbe.
Questa è la paura di noi genitori che abbiamo i bambini malati. Cri è stato salvato più volte, ma nonostante questo non so quanto tempo avremo per stare insieme, ma ci godiamo ogni giorno.
Lui adesso è qui con noi, con me, il suo papà e sua sorella a darci forza.
Quindi vorrei dire a tutti di restare a casa, così che le terapie intensive siano libere non solo per chi ha il coronavirus, ma anche per chi è malato.
Dio benedica tutti gli infermieri e i medici, li ringrazio ogni giorno per aver salvato la vita di mio figlio.
Grazie Carmelo, come sempre ❤ per le tue storie commoventi”.
Lei è Mary.